• A casa di Alessandro: tra contemporaneità e tradizione

    Da tempo desideravo fotografare la casa di un giovane single. 
    Una casa senza alcuna contaminazione femminile.
    Un’amica mi ha segnalato la casa di Alessandro.
    Mi ha detto che mi sarebbe piaciuta, ma quello che in realtà mi ha colpito è che trapelava dalle sue parole l’amore che questo ragazzo aveva per la sua casa. E questo è quello che cercavo.
    Non cercavo una casa da copertina ma una casa amata e personalizzata.
    E non mi sbagliavo!
    Decidiamo di fotografare il suo giardino nell’attesa che il padrone di casa rientri dal lavoro.
    Le piante crescono rigogliose e tanti nidi in legno sono appesi nella recinzione in pallet, tra i tralci dei rampicanti. Mi siedo nel vecchio tavolo della nonna.
    Mi chiedo come sarà questa casa di cui ho sentito parlare e che non ho mai visto. Nemmeno in fotografia.
    Questo angolo verde mi piace. E’ un miscuglio di tanti stili ma ha un suo equilibrio.

    Alessandro è arrivato.
    E’ un ragazzo discreto e riservato. Ha uno sguardo attento e preciso.
    Appoggia la sua bicicletta affianco alla libreria del soggiorno.
    In una città come Cagliari, con tante salite e discese, la bicicletta a volte non risulta essere il mezzo più agevole. Quando si decide di prenderla è perché vuoi che faccia parte del tuo stile di vita.

    L’ingresso della sua casa è dominato da una grande libreria a parete.
    E’ stracolma di libri ma non dà un’idea di disordine o di pesantezza.
    I libri sono disposti con cura, creano dei giochi di colore e si intervallano a ricordi di viaggio e ceramiche sarde, creando dei vuoti che alleggeriscono l’insieme.

    La poltrona e il suo poggiapiedi creano un ambiente relax. Il piano d’appoggio e la lampada contribuiscono a definire questo spazio sia sotto l’aspetto estetico che funzionale.
    Quando si arreda, è importante creare tanti piccoli ambienti ciascuno con una propria funzione perché si personalizza la stanza e la si rende più conforme alle proprie esigenze.

    Un altro aspetto che mi è piaciuto di questa casa è la distribuzione degli spazi, importante soprattutto quando gli spazi sono piccoli perché li devi sfruttare al meglio.
    Alessandro ha creato diversi ambienti:
    – la zona lettura con la libreria e la poltrona, quella che hai visto sopra
    – la zona living con un confortevole divano con chaiselongue di taglio contemporaneo e mobile con TV
    – la zona pranzo
    – la zona cottura.

    Sono spazi ben definiti, ariosi e ben integrati tra di loro.

    I mobili della casa sono contemporanei, dalle linee pulite e decise e sono valorizzati, resi più caldi e accoglienti dagli accessori che rivelano le passioni di Alessandro.
    Questo è uno degli aspetti che ho trovato più interessanti in questa casa: la personalizzazione.
    Apprezzo i giovani che riscoprono la nostra cultura e le nostre tradizioni, reinterpretandole in chiave moderna.
    E così sulla libreria troviamo le donnine sarde, delle ceramiche delle sorelle Ariu; le trovo deliziose.
    Sulla parete affianco al divano sono incorniciate le fotografie di Franco Pinna che rappresentano dei volti sardi dai forti tratti.
    Mi racconta Alessandro che sono foto scattate negli anni ’50 e pubblicate in un catalogo Ilisso.
    Pinna è stato uno dei principali interpreti del neorealismo e uno dei collaboratori più stretti di Fellini per il quale ha curato la fotografia di alcuni film.
    Mentre i cuscini sul divano sono stati realizzati usando tessuti sardi.
    E le stampe di un’illustratrice argentina si alternano ad arazzi che riprendono le caprette di Maria Lai.

    Mi ha incuriosito l’angolo cottura.
    Al contrario del tavolo da pranzo in stile contemporaneo, la zona cottura apre le porte ad un altra passione di Alessandro, quella della cucina. Sopra i fornelli tante padelle e coperchi, la pasta dentro i barattoli, tanti taglieri in legno.
    Sembra un mondo a parte eppure si integra con il resto dell’arredo.

    Mi ha fatto piacere conoscere questa casa, le passioni di Alessandro, vedere l’amore e la cura che dedica a questo suo spazio.
    Lo ringrazio per averci aperto la sua porta di casa e averci permesso di entrare nel suo mondo e nella sua sfera privata, e di esser stato accogliente e premuroso.
    E ringrazio il mio amico Antonio Crisponi per esser stato disponibile a fare le foto di questa casa con la collaborazione della cara Emanuela.

    Elena
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