• La casa di Karl Lagerfeld

    Karl Lagerfeld con la sua adorata Choupette

    Sono cresciuta desiderando le
    borse di Karl Lagerfeld, dalle baguette di Fendi alle intramontabili borse
    trapuntate con tracolla a catena.
    Di lui ho sempre apprezzato lo
    stile degli abiti che creava perché non solo rendono le donne più belle e
    femminili ma conferiscono carattere e garbo, in un perfetto stile retrò in
    chiave contemporanea.
    E poi ho un debole per la sua
    gatta Choupette, come non poter adorare il suo bellissimo Sacro di Birmania e
    rimanere impressionati dai racconti della sua “aristogattica” vita lussuosa tra
    eredità milionarie e cameriere che si occupavano di lei in ogni ora della
    giornata?
    Ho fatto una ricerca sulle sue
    abitazioni private perché mi incuriosiva conoscere il suo stile personale, vedere
    cosa gli piaceva circondarsi quando rientrava a casa e il sipario si abbassava.
    Con la sua creatività non
    potevano essere case arredate a caso e soprattutto poteva permettersi di avere
    una casa che non fosse di rappresentanza ma che dovesse sentire sua.
    Con un estro così poliedrico,
    come si riscontra nel suo lavoro, ha arredato le sue diverse case in giro per
    il mondo sempre con uno stile diverso. Dal ricco  stile settecentesco della precedente
    abitazione parigina a quello monumentale ma più sobrio della casa di Amburgo.
    Nelle successive abitazioni lo
    stile è invece diventato sempre più minimalista, privo di colori e ricco di
    oggetti di design.
    Passa così da uno stile più
    luminoso, lineare e di design nella casa di New York, la mia preferita, a
    quello più estremo della sua ultima casa a Parigi, la città dove viveva e
    lavorava.
    Qui, come rilasciato in una
    sua intervista, voleva trovare solo l’essenziale:
    “è un posto dove dormire, fare
    il bagno e lavorare. Volevo un appartamento con vetro e trasparenza ovunque. E qui
    non c’è colore, perché sono costantemente circondato dal colore. Preferisco vivere
    in un ambiente neutrale”.
    Desiderio di neutralità, di
    riposo visivo e mentale. Bisogno di pulizia.
    Il suo appartamento parigino, quello in cui è vissuto
    fino alla sua morte, è all’interno di un palazzo del 1820. Ci sono voluti due
    anni e mezzo di ristrutturazione per ottenere 350 mq di luce, vetro e metallo, la
    demolizione delle grosse mura per ottenere ambienti aperti dalla superficie
    monumentale e dall’aspetto futuristico.
    Sono due appartamenti collegati. Una parte è destinata
    alla sua vita privata, l’altra al lavoro.
    La monumentale libreria a doppia altezza del soggiorno a cui si accede tramite una passerella

    I libri sono posizionati in orizzontale, in questo modo non si deve inclinare la testa per leggere i titoli

    Contemporaneità inserita in un appartamento parigino del 1820

    Il grande lampadario e le porte antiche si sposano con la pulizia degli arredi di design

    La sua attuale casa parigina priva di colore 

    La casa di New York

    La casa di Amburgo

    Fonti delle immagini:
    Karl Lagerfeld e Choupette
    La libreria nella casa parigina
    La casa di Parigi
    La casa di Manhattan
    La casa di Amburgo

    Elena
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